Storia della Fondazione Artieri
Dal 1852 la Fondazione Artieri custodisce e rinnova una lunga tradizione di solidarietà, partecipazione e impegno civile. Nata come società di mutuo soccorso, ha attraversato generazioni e cambiamenti sociali mantenendo vivo il proprio legame con la comunità, con l’obiettivo di promuovere iniziative culturali, sociali e di interesse collettivo. La sua storia racconta un patrimonio di valori che continua ancora oggi a orientare le attività della Fondazione.
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1851
L’idea di una società di mutuo soccorso
Il 20 aprile 1851 il Prof. Don Francesco Fiorio riunì alcune persone sensibili ai bisogni dell’artigianato roveretano. In un periodo segnato dal decadimento di alcune attività produttive locali, maturò l’idea di creare un’istituzione capace di offrire sostegno concreto agli artigiani nei momenti di difficoltà, non come forma di carità, ma come diritto fondato sulla partecipazione e sulla solidarietà reciproca.
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1852
Nasce la Società di Mutuo Soccorso Artieri
Nel 1852, a Rovereto, un gruppo di cittadini volenterosi e caritatevoli, guidati dalla figura del Prof. Don Francesco Fiorio, fondò la Società di Mutuo Soccorso Artieri. L’obiettivo era quello di unire le forze della comunità artigiana per garantire aiuto, tutela e sostegno a chi si trovava in condizioni di bisogno.
Le radici del mutuo soccorso
Solidarietà, lavoro e comunità
Le società di mutuo soccorso nacquero come risposta concreta ai bisogni sociali del tempo, ma affondano le proprie radici in una tradizione molto più antica. Il principio alla base era semplice e profondo: chi condivideva gli stessi rischi e le stesse difficoltà poteva unirsi per affrontarli insieme, sviluppando una coscienza comune e un senso di responsabilità reciproca
Dall’antichità al Medioevo
La tradizione degli artieri
La storia degli artieri si collega alla lunga tradizione delle arti e dei mestieri, tramandata nei secoli attraverso sodalizi, corporazioni e forme associative. Anche prima della nascita delle moderne società di mutuo soccorso, il lavoro artigiano aveva già conosciuto forme di organizzazione collettiva, fondate sulla tutela del mestiere, sulla collaborazione e sulla trasmissione delle competenze.
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1872
La sezione femminile
Nel percorso della Società Mutua Artieri ebbe un ruolo importante anche la sezione femminile, attiva a partire dal 1872. La sua presenza testimonia l’attenzione crescente verso una partecipazione più ampia alla vita mutualistica e sociale, in un contesto storico in cui il sostegno reciproco rappresentava una risorsa fondamentale per la comunità. La ricorrenza dei cinquant’anni della sezione femminile venne ricordata nella pubblicazione storica del 1922.
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1922
Settant’anni di storia
Nel 1922 la Società Mutua Artieri di Rovereto celebrò i settant’anni dalla propria fondazione. Per l’occasione venne realizzata una pubblicazione commemorativa, poi stampata nel 1923, dedicata alla storia della Società e al suo ruolo nella comunità roveretana. Questo documento rappresenta ancora oggi una testimonianza preziosa della memoria storica degli Artieri.
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2013
La nascita della Fondazione Artieri 1852
Nel luglio 2013 i soci della Società di Mutuo Soccorso degli Artieri di Rovereto approvarono il nuovo statuto, sancendo la nascita della Fondazione Artieri 1852. Questo passaggio segnò l’evoluzione dell’esperienza mutualistica originaria in una nuova forma istituzionale, orientata a custodire il patrimonio storico e a proseguire l’impegno sociale e culturale della Società.
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2014
Una memoria che continua
Il 4 aprile 2014 si tenne la prima Assemblea generale della Mutua Artieri Provinciale. In quell’occasione furono ricordati i 162 anni di storia della Società di Mutuo Soccorso degli Artieri attraverso testimonianze, volti e nomi dei protagonisti che nel tempo ne hanno accompagnato il cammino.
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Oggi
Un patrimonio vivo per la comunità
Oggi la Fondazione Artieri 1852 raccoglie l’eredità di una lunga storia nata dal mutuo soccorso, dalla solidarietà e dalla partecipazione. Il suo impegno è rivolto alla conservazione della memoria, alla valorizzazione del patrimonio storico e alla promozione di iniziative culturali, sociali e di interesse collettivo, mantenendo vivo il legame con la comunità roveretana.
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